Con atto pubblico del 19 luglio 2010 è stata costituita la FONDAZIONE MARIA VALTORTA CEV, che ha ottenuto l'iscrizione all'Anagrafe delle Onlus (Organizzazioni non lucrative di utilità sociale).
È una Fondazione che nasce da un presupposto storico.
Gli Scritti di Maria Valtorta erano stati affidati all’Ordine dei Servi di Maria come “dono” da curare e tutelare, ma l’affidamento dette frutti contrari a quelli auspicati. Alla morte della Valtorta, poi, l’Ordine rinunciò all’eredità degli Scritti, che per testamento andarono all’erede di riserva, Marta Diciotti, la donna che era vissuta in casa Valtorta per assistere l’inferma Maria. L’Ordine non rinunciò, invece, ad ereditare la nuda proprietà della casa in Viareggio, sulla quale Marta Diciotti aveva, sempre per disposizione testamentaria di Maria Valtorta, il diritto di usufrutto a vita.
Marta Diciotti vide nascere il Centro Editoriale Valtortiano (CEV), costituito dall’Editore storico dell’Opera valtortiana, ne ricoprì la carica di Presidente del Consiglio di amministrazione e fece testamento a suo favore.
Dall’asse ereditario sarebbe rimasta fuori la nuda proprietà della casa, se l’Ordine dei Servi di Maria non avesse deciso di offrirla in vendita al CEV quando, vivendo ancora Marta Diciotti, che si era ritirata in un pensionato per anziani, ne aveva constatato lo stato fatiscente.
Fu così che, alla morte di Marta Diciotti, il CEV (Centro Editoriale Valtortiano) diventava il depositario dell’intera eredità di Maria Valtorta, in parte già acquistata (la casa) e in parte ricevuta per testamento (manoscritti con i relativi diritti, documenti di varia natura, oggetti, mobili con quanto altro può contenere una casa, ecc.). Per la casa, il CEV curò il restauro sia delle mura, bonificandole dal salmastro fin dalle fondamenta, sia dell’arredo d’epoca, per poterla riaprire ai visitatori come casa-museo.
Assumendo l’eredità di Maria Valtorta, il CEV aveva unito alla propria figura di Editore quella dell’Autore. Alla gestione di una casa editrice, che produce libri cercando di compensare i costi con le vendite, dovette associare compiti che non sono propriamente dell’Editore e che comportano solo dei costi. Basti pensare al grosso lavoro di risanamento e restauro di un immobile infruttuoso come la casa-museo e alle spese del suo mantenimento, alla custodia e conservazione dei manoscritti, alla sistemazione o archiviazione di ogni altra cosa che sia appartenuta a Maria Valtorta o che la riguardi, al dovere morale di vigilare sull’uso del nome e delle opere di Lei e di farne rispettare i diritti, alla promozione di iniziative che onorino la sua memoria e di studi che approfondiscano la conoscenza dei suoi scritti, ed altro ancora.
Il CEV già si era caricato di oneri che sarebbero di competenza di un autore, come la compilazione di lavori valtortiani da pubblicare, redigendone anche le note e gli indici, e la ricerca di traduttori da vagliare nelle loro capacità oltre che compensarli. Il carico dell’eredità, che era venuto ad aggiungersi, metteva il CEV, che è solo una società editrice, in una posizione di grave responsabilità e di seria difficoltà.
La Fondazione, che è stata costituita per i suddetti motivi, assume l’Eredità di Maria Valtorta, la custodisce e la cura con la garanzia che è propria di un Ente morale regolato da uno Statuto, esercita le attività statutarie che sono improntate allo spirito valtortiano e apre a forme di collaborazione, che tendono ad incrementare la diffusione delle opere valtortiane, specialmente attraverso qualificate traduzioni, e a valorizzarle con appropriate iniziative.
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Vi aspettiamo numerosi.





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